ieri pomeriggio gara di pattinaggio. Estenuante, per me.
Eravamo in trasferta, una pista che non aveva mai provata, all'aperto con una copertura tipo capannone da sagra... Le ruote che montava non erano le più adatte e ci si è messa anche il tempo, prima 30 gradi, poi in 5 minuti ventaccio e il diluvio... il tempo di chiudere il tendone che è finita la pioggia... hanno asciugato alla bell' e meglio la pista ma non hanno potuto aspettare ulteriormente, era già tardi e così l'hanno fatta partire ugualmente... alla prima curva è passata sul bagnato ed è finita lunga distesa... mi si è stretto il cuore a vedere il suo faccino dolorante (oggi ha un bell'ematoma, è caduta male) e deluso ( lo sa che le cadute tolgono molti punti) ma si è rialzata e ha ripreso comunque il suo disco... e lo ha eseguito anche molto bene, entro il tempo della musica. Nella sua categoria, nati 2006, ha ottenuto un terzo posto, stanotte ha dormito con la coppa sul cuscino e il sorriso sulle labbra. Soddisfatta per non aver mollato, soddisfatta di se stessa. Eppure, risultato a parte, l'ambiente non mi piace proprio... era chiaro che li si era solo per vincere, non per divertirsi, non per confrontarsi positivamente. Allenatrici che si conoscono da anni e non si salutano, ragazzine di 10 anni lolite in erba, le 15enni poi... mamme, alcune, sgradevoli... non è stata una giornata di sano sport, l'aria era viziata, malsana. Non si applaude per un atleta avversario, non ci si parla tra divise diverse... non si collabora nemmeno tra atlete della stessa squadra. A 4 anni e mezzo è ancora senza malizia, lei suggeriva alle compagne quando le vedeva in difficoltà con la coreografia... e l'allenatrice di un' altra squadra, in piedi vicino a lei, le ha ricordato che in gara non esistono gli amici...
06 giugno 2011
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